L'artista

Alberto Papale

«La forma si configura come un grande, immenso torrente lavico che ora intiepidisce nello spazio, ora si raggruma nelle tipologie di un cosmo in continua evoluzione.»

Alberto Papale con una sua opera in Piazzetta Chiavica, Verona
Lo studio

Lo studio di Alberto Papale si trova in Piazzetta Chiavica, 1 a Verona, di fronte al palazzo degli avvocati.

Schivo, autore originale, violento e pacificatore insieme. La sua ricerca non appartiene a generi o maniere, non è situazionale né installativa: se si dovesse cercare un genitore, si può pensare solo a Marcel Duchamp e Piero Manzoni.

Critica

La materia prima si frantuma in scaglie di colore denso e sfaccettato, poi, come un'immensa membrana, si squama e si distende sulla superficie seguendo gli impulsi di un horror vacui di matrice felicemente barocca, infine si ritrae, allude a spazi astrali e nello stesso tempo questi spazi riassorbe nella densità della propria massa.

Alberto Papale conosce bene e forse intuisce il potenziale metaforico della grande cultura barocca, che solo la scellerata didattica scolastica del secolo appena terminato ha potuto fraintendere ed occultare. Percepisce anche le accelerazioni alchemiche della pittura, quel suo trasalire sulla soglia della pura astrazione e quel suo smodato nascondere il peso ed il respiro del buio che si pittura minaccioso dietro la superficie.

La forma si configura, per Papale, come un grande, immenso torrente lavico che ora intiepidisce nello spazio, ora si raggruma nelle tipologie di un cosmo in continua evoluzione, ora s'infiamma o si discioglie nei rivoli di pigmento incontenibile e dirompente. Ma altre volte ecco affiorare il profilo tagliente di un'improbabile catena montuosa o il profilo insidioso di un panorama lunare destinato alla virtualità.

Perciò il suo linguaggio si propone nella dimensione di un viaggio irrispettoso nel tempo e poco incline a venire a patti con lo spazio. Irridente, la sua pittura sa bene che ogni realtà è un «imago», un fantasma declinato nella solitaria avventura della mente.

Giorgio Cortenova
Direttore del Museo d'Arte Moderna di Verona
La mostra

Cosa vuol dire essere un artista? Lo si può capire in Via Santa Maria in Chiavica, nel centro storico di Verona, a partire dal 6 giugno.

Qui si inaugura la mostra di Alberto Papale, schivo autore con lo studio proprio in Piazzetta Chiavica, 1, di fronte al palazzo degli avvocati.

Le opere di Alberto non appartengono a generi o maniere, non sono opere situazionali o installazioni, e se si dovesse cercare un genitore, si può pensare solo a Marcel Duchamp e Piero Manzoni. Solo con la forza di un nuovo millennio, di una frammentazione della comunicazione, solo con un'umanità che si fa beffe delle intelligenze artificiali e che non rinuncia ad una religiosità fortemente umanizzata.

Autore originale, violento e pacificatore insieme, da scoprire.

In esposizione
Chiesa di Santa Maria in Chiavica
Verona · dal venerdì 6 giugno (ore 18:30) al 30 luglio
Ugo Brusaporco
Critico e giornalista cinematografico
Collezioni private

Alcune opere figurano nelle collezioni di

  • Giuliano Gemma
  • Angelo Infanti
  • Luigi Zaccarella
  • Tony Renis
  • Giuseppe Biasi
  • Bud Spencer

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